Associazione Lo Scarabocchiatore

“Sette voci” letto da Ilaria Martorelli

Il Collettivo Zen, con la sua sezione editoriale Zen Comics, ha voluto fi n dall’inizio dar voce a più tematiche e generi. Con questo progetto editoriale “Sette voci” si supera e propone uno sguardo alla Storia, un momento particolare e sconvolgente di questa, òa Shoah, in un modo del tutto originale.

Il titolo dà già un’indicazione della struttura del volume che, nel suo complesso, fa spazio a diversi artisti/autori e alle loro storie, per l’appunto sette.

Ogni artista presente all’interno di quest’opera ha un suo excursus storico artistico che in parte va ad influenzare le scelte stilistiche, oltre che tematiche, di ogni vicenda.

A partire dalla prefazione scritta da Gioele Sasso de La biblioteca di Alessandria, possiamo intuire l’importanza di “Sette voci”, rifl ettendo sulla memoria e sul tenere presente che l’Italia ne ha fatto parte, tra vittime e carnefi ci. Riporto un suo passo “[…] l’orrore vero lascia segni su tutti, su coloro che lo subiscono e su coloro che lo infliggono”.

Su come una persona possa convivere con ciò che ha fatto è il fulcro di una delle storie, “Memore”, scritto e disegnato da Gianluca Testaverde, che ci ripropone questo punto di vista come se fossimo in uno degli incubi reali di Dylan Dog, morti che ritornano dalla tomba per tormentare la vittima e che abbandonano lo status di ricordi.

C’è chi invece vede il mondo dagli occhi di un gatto, Chiara Parisi restituisce tutta la semplicità di una routine quotidiana interrotta, purtroppo, dalla scoperta e deportazione del suo padrone da parte dei nazisti.

C’è chi invece punta su un genere supereoistico come in “Confutatis” di Salvatore Cuccia, come per sottolineare quanto sia possibile legare reale a surreale.

Tanti altri gli autori/artisti che si susseguono: Guido Ryd Comics Maione, Mario Lucio Falcone, Jacopo Calatroni e Alessio Monaco, Salvatore Cuna e Raffaele Forte.

Tante altre storie rappresentate, legate anche a vicende realmente accadute (il rastrellamento del 16 ottobre nel ghetto di Roma – Mario Lucio Falcone), come se le idee visive e immaginifi che colte dagli artisti e riportate su tavola non potessero essere quanto più vicine alla crudeltà e alla spietatezza di ciò che è accaduto.

Niccolò Brighella di Istorica.it chiude questo enorme lavoro di ricostruzione e di memoria attraverso il fumetto, medium che veicola messaggi e informazioni importanti in modo chiaro e diretto, senza sconti, ricordando, ancora una volta, che questa ferita ancora aperta è collettiva e che la memoria è importante per non ripercorrere, con passi decisi, errori fatali, segni violenti che restano più che nella carne, nell’anima.

Concludo con una poesia di Nelly Sachs, traduzione di Anna Ruchat, che ritengo si leghi
tanto all’anima di quest’opera.

Voi che state a guardare

Sotto i cui sguardi fu data la morte.
Come si avverte uno sguardo alle spalle
Così voi avvertite sul vostro corpo
Gli sguardi dei morti.
Quanti occhi spenti vi osserveranno
Quando fuori dai nascondigli cogliete una
violetta?
Quante mani alzate a implorare
Nei rami delle vecchie querce
Avvinghiati come martiri?
Quanto ricordo cresce nel sangue
Del sole serale?
Oh le ninnananne non cantate
Nel richiamo notturno della tortora –
Più d’uno avrebbe potuto tirare giù le stelle,
Ora deve farlo per lui il vecchio pozzo!
Voi che state a guardare,
Voi che non avete alzato mano d’assassino,
Ma nemmeno avete scrollato via la polvere
Dalla vostra nostalgia
Voi che siete rimasti fermi là dove la polvere
in luce
Si trasfigura.

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