Associazione Lo Scarabocchiatore

Munch di Germano Massenzio e Marco Ferrandino letto per noi da Ilaria Martorelli

Chi meglio delle opere conosce il tumulto dell’artista che le ha create?

Munch di Germano Massenzio e Marco Ferrandino potrebbe presentarsi come un’opera biografica dell’artista e in effetti lo è, fino ad un certo punto.

Allo scoccare dei 160 anni della nascita dell’artista e 130 dalla creazione dell’opera a noi più celebre Strik ovvero L’Urlo, ciò di cui avevamo bisogno come curiosi e/o appassionati dell’arte.

Un’artista è sempre riconoscibile da una o al massimo due sue opere e ciò che ci ricorda anche in questo caso L’Urlo di Edvard Munch, ma perché lasciare che sia solo un’opera a destare la nostra attenzione, dopo tutto questo tempo?

Germano e Marco, partendo proprio dagli inizi, dai primi approcci dell’artista, ripercorrono, con un tempo che sembra andare di pari passo con quello musicale, tra un andante e un vivacissimo di alcune brevi parti che sembrano illustrare alcuni momenti della sua vita in cui il lettore/lo spettatore può percepire aria fresca che trasporta via angosce, perdite e inadeguatezza.

I soggetti dei dipinti, alcuni rappresentanti membri della sua famiglia a cui egli era affezionato, parlano per lui, come voci fuori campo entrano con forza nella sua vita talvolta spalancando gli occhi del lettore, ed è quasi possibile anche dell’artista, su ricordi ingombranti del passato o fatti, avvenimenti dolorosi del presente, fino ad arrivare al successo, ma lui preferisce uno stato di quiete, vivere con le sue opere, come se l’arte fosse la sua amante preferita.

Quello che ci lascia questo piccolo capolavoro è una lettura abbastanza completa, alternativa e davvero vissuta di Munch.

Potete accompagnare la vostra lettura con l’ascolto di “Clair de Lune” di Debussy e/o “Nocturne op.9 No.2” di Chopin.

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