Associazione Lo Scarabocchiatore

Monica Moony Petronzi intervista Federica Di Meo

Mentre si destreggia tra consegne e fiere Federica Di Meo  ci concede un’intervista che, non temete, non è che un assaggio di ciò che vedremo con Federica qui a Lo Scarabocchiatore Edizioni

Ci siamo dette tante cose durante la nostra chiacchierata, quindi vi lascio subito in sua compagnia!1 – Iniziamo con una domanda importante: che cosa ti ha spinta a scegliere di intraprendere la carriera di mangaka?

<<Per moltissimo tempo disegnare è stato il solo mezzo che mi permetteva di esprimermi con gli altri senza avere timore, oppure una compagnia nei momenti di solitudine. La mia ancora a cui aggrapparmi in ogni caso. Poi mi sono accorta che quei personaggi che mi avevano fatto da scudo sono diventati via via sempre più vivi, ed è cresciuta la voglia di dargli voce, poi mi sono buttata: non sapevo assolutamente cosa mi riservasse il futuro, ma cerco ogni giorno di dare il meglio di me.>>

2 – Che cosa rappresenta per te l’articolato mondo del fumetto manga?

<<Moltissime cose, è la mia seconda vita, una pietra sfaccettata attraverso cui la luce si riflette, moltiplicandosi in mille colori diversi e creando un universo infinito. Il manga crea un legame con i propri lettori che è estremamente difficile da ritrovare in altri tipi di fumetto, che sicuramente hanno delle caratteristiche molto profonde e complementari, ma il cuore che ti si infiamma mentre scorri le pagine è una sensazione che ho provato in poche altre occasioni.>>

3 – Le prime due domande ci portano direttamente a questa domanda: da mangaka ad insegnante della Scuola di Manga, credi che in Italia il mercato per chi sceglie di esprimersi attraverso la tecnica del manga adesso è maturo per saperlo apprezzare nella sua interezza?

<<Penso proprio di sì, i miei primi studi sono iniziati nel 2005, con Maria Vannucchi abbiamo insegnato a diverse generazioni di artisti, cambiando anche il metodo di insegnamento a seconda delle necessità. Ora persone che evitavano assolutamente il global manga, o il manga italiano nello specifico, sono miei lettori e lettrici, e sono felici di poter apprezzare nuove storie. Questo però è possibile solo quando si raggiunge una qualità complessiva estremamente alta, e ora sta diventando possibile grazie anche alla maturazione di artisti che si sono fatti le ossa su centinaia, a volte migliaia, di tavole.>>

4 –  Dovendo spiegare ad un neofita, quali sono le macro differenze tra il fumetto qui vissuto come tradizionale e i manga?

<<L’aspetto grafico intrigante e dinamico è sicuramente quello che cattura l’occhio, ma poco dopo ci si rende conto che è l’approccio alla storia che cambia, i contenuti a livello di trama sono importanti, ma nel manga quello che domina è come il personaggio vive la storia in cui si ritrova, come lui risponde e affronta la propria vita, l’impatto emotivo sul lettore è fortissimo, si creano legami quasi indissolubili.>>

5 – Tornando alla Federica mangaka e lasciando per un secondo da parte il tuo ruolo di insegnante. Sei soddisfatta di come sta andando Oneira?

<<Sì, è una girandola di emozioni! Siamo molto felici dell’attenzione che il nostro editore ci rivolge e del responso del pubblico, sia in Francia che in Italia! in meno di due anni dall’uscita del numero uno stanno succedendo tante cose, ci vorrebbe quasi un manga per raccontare la storia dietro la creazione di Oneira!>>

6- Ci sono altri progetti in fase di lavorazione? Se sì puoi darci qualche indizio succulento?

<<Ehhh! ehhh… no, non posso dire assolutamente niente, ma un giorno vi dirò: ora capite?!>>

7 – Infine vorrei chiederti se hai un tuo rituale pre lavorativo. Prepari la tua postazione in un modo specifico, hai delle playlist musicali che ascolti mentre lavori?

<<Sono abituata ad adattarmi velocemente ai vari ambienti in cui mi trovo, nonostante lavori quasi sempre da casa, spesso mi ritrovo a portarmi dietro portatile e tavoletta per non bloccare il lavoro durante il fine settimana, il mio rituale a casa è una borraccia di the verde e incrociare le dita e sperare che nessuno abbia bisogno di me per le prossime 4-5 ore.

La colonna sonora dipende da cosa sto facendo, ho tre playlist in particolare che metto a rotazione, principalmente musica strumentale, medieval lofi ed epic mentre faccio storyboard, poi lofi girl e indie giapponese quando inchiostro, se faccio nottata per le consegne della sana eurodance non me la leva nessuno :)>>

Nell’attesacia di the verde e incrociare le dita e sperare che di novità vi ricordo la live ne Il Salotto de Lo Scarabocchiatore che ha visto protagonista Federica e che potete comodamente vedere sul nostro canale YouTube

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