Associazione Lo Scarabocchiatore

Alessio Corbella mantiene la promessa e legge per noi Va tutto bene, di Nicolò Fila

Pensavo che mentisse, che lo facesse a tutti noi ma non era così


Alessio Corbella mantiene la promessa e legge per noi Va tutto bene, di Nicolò Fila, per Shockdom


Quando abbiamo intervistato Lucio Staiano in merito alle pubblicazioni di Shockdom ha ascoltato le nostre domande sul volume Un Amore di Rincione e poi ci ha messo in guardia su un altro volume dallo stesso altissimo livello di rischio.


Non pensavo potesse sorprendermi ancora e invece eccomi qua invischiato in una recensione altrettanto cruda e difficile.


Le prime pagine ci mettono a confronto con uno dei problemi che affligge la generazione più giovane (con coscienza, anche le precedenti ne soffrivano ma con una difficoltà di diagnosi maggiore) la dislessia.
Una difficoltà fisiologica di comunicazione che mette a dura prova la vita di una bambina a scuola. Un luogo dove trova un amico in grado di capirla e una maestra che invece vive nel modo peggiore questa relazione.


L’atteggiamento dei genitori della bambina, dei colleghi, degli amici, gioca contro alla fragile psiche della donna che sentendosi sempre più sola ed incompresa si affida alle pillole per tirare avanti.


Siamo già alla seconda incomprensione ed è solo l’inizio: quando la bambina reagisce cercando di vandalizzare con un pennarello la casa della maestra, la trova sulla porta, ubriaca e fuori controllo.Questa immagine è l’ultima che vedrà la bambina prima di morire per mano di quella donna che avrebbe dovuto aiutarla a crescere.


Da qua il percorso di declino psicoemotivo subisce un’accelerazione improvvisa: non c’è più tensione sensuale, non ci sono più velleità di insegnamento. Ci sono solo psicosi, insonnia, senso di colpa e smarrimento.


Il finale lo lasciamo alla lettura ma Nicolò ha tracciato una strada precisa da seguire con coraggio fino all’ultima pagina


Il disegno non è di quelli da rotolare dall’emozione giù dallo sgabello ma si adatta bene allo stile del racconto. Pochi colori che rendono l’atmosfera, tanti neri e tratti tremolanti sono compagni di viaggio di una sceneggiatura lineare, cruda ma allo stesso tempo lineare, senza fronzoli e con pochi elementi redentivi. 

A differenza di Rincione non si lascia completamente al lettore l’interpretazione delle azioni del carnefice: ci si limita ad aggrapparsi a quei personaggi che restano alla fine della storia per riflettere sulla nostra quotidianità e sui nostri rapporti con colleghi e amici vicini.


Caro Lucio, la promessa è mantenuta. Va tutto bene… però che sberle! 

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