Associazione Lo Scarabocchiatore

Alessio Corbella legge per noi Il suo nome è Banksy, di Matteuzzi e Maraggi, per Edizioni Centauria

Driiiin si va a lezione di arte di strada… a fumetti
Alessio Corbella legge per noi Il suo nome è Banksy, di Matteuzzi e Maraggi, per Edizioni Centauria


La campanella è suonata ma era solo una sveglia perché oggi non andiamo a scuola ma nell’unico e solo luogo in cui possiamo imparare qualcosa sull’arte di strada: in strada ovviamente!


Siamo a Londra, notte: una ragazza armata di telefono riprende un giovane writer mentre scrive su un muro in un vicolo. In un paio di pagine li ritroviamo entrambi in prigione per atti vandalici. Beh capita.
Il pretesto dà ai due la possibilità di confrontarsi sul tema della graffiti art: cosa spinge qualcuno ad esprimersi dipingendo sui muri della città? e dall’altra parte cosa rende alcuni di quei messaggi arte? Ma soprattutto cosa rende Banksy speciale in questo mondo di artisti di strada?


Cominciamo dalle basi, quando e dove nasce la street art? Per parlarne la nostra reporter ha bisogno di alimentare il proprio canale social con nuovi video che la aiutino con la divulgazione, e chi meglio del suo nuovo amico dei servizi sociali per la pulizia delle strade?


Possiamo parlare di contaminazione mediale, cultura popolare e lo facciamo direttamente dalle strade di Londra e Bristol dove tutto sembra essere nato.Impariamo l’arte dello stencil e la possibilità di strappare dalle pareti il nuovo significato di vivere veloci l’esperienza quotidiana.


E tramite la storia impariamo che la forza che spinge un ragazzo a scendere in strada con i suoi spry altro non è che la necessità di creare.Il passo successivo sta nel convincerci che ognuno di noi in realtà ha la possibilità di vedere il mondo e i messaggi che ci manda, e anche rispondergli se vuole. 


E allora questo viaggio cosa ci insegna se non che Banksy magari siamo proprio noi?
Il volume cartonato è molto elegante e richiama un po’ i vecchi noir degli anni 70. Anche il profumo della carta scelta è molto forte e sembra essere uscito da una polverosa cantina nei sobborghi di qualche città. una pubblicazione dal gusto retrò pop che ci cala anche grazie all’olfatto in una dimensione che è allo stesso tempo elevata dal nome dell’artista e aggravata dai luoghi che necessitano il suo intervento.
Il disegno morbido, a tratti essenziale, è iconico e, seppure a prima vista un po’ statico, capace di regalare quella dinamicità necessaria a trascinare il lettore all’interno dell’esperienza. Perché di questo si tratta, di un’esperienza.


Lo scopo del libro è quello di sorprendere il lettore dapprima con il racconto delle attività giornalistiche della protagonista, poi nella scoperta della street art e dei sobborghi di Londra, per infine anche la possibilità di sentirsi almeno per un po’ una parte di Bansky e della sua avventura moderna.
Lettura consigliata a chi vuole scoprire un’altra arte attraverso un uso sapiente della nona.

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