Associazione Lo Scarabocchiatore

Alessio Corbella ha letto per noi Steamcode di  Valentina Di Stefano e Pierpaolo Pasquini

Di cose particolari ne ho lette attraverso il fantastico mondo dei fumetti… ma una Roma Steampunk mi mancava!
Alessio Corbella ha letto per noi Steamcode, di  Valentina Di Stefano e Pierpaolo Pasquini, edito da Breakdown Comics


Ci sono storie che inevitabilmente catturano generazioni di lettori e viaggiatori del fantastico. Una di queste è senza dubbio La macchina del tempo (o il viaggio nel tempo a seconda delle versioni della storia) di Wells, non a caso contemporaneo di Artemisia Severini.


Chi è Artemisia? Beh cominciamo col dire che è la protagonista di SteamCode e diciamo che la riconoscerete presto: innanzitutto è una abilissima ricercatrice, ricercata anche all’estero per le sue conoscenze, decisa e spregiudicata (per alcune donne persino troppo discinta!).Durante una riunione di famiglia Misha -ormai siamo in confidenza- si occuperà della scomparsa del padre avvenuta in circostanze misteriose, un apparente delitto perfetto avvenuto a finestre e porte chiuse.


Davanti all’inutilità delle investigazioni, Misha decide di usare le attrezzature del Regio Istituto di Fisica di via Panisperna ed elaborare un complesso macchinario in grado di aprirle una finestra sugli avvenimenti di quel giorno.


Inizia così il suo viaggio nel tempo, in un mare di vapore che la catapulta in un passato imprecisato in cui Misha incontrerà una compagna di viaggio ma anche il padre perduto e incredibili nemici, i massoni di Ossatemporis che sembrano adepti di una misteriosa figura di calamaro antropomorfo.


In un’atmosfera degna delle ultime stagioni di Fringe, con tanto di dirigibili sul Colosseo e protesi meccaniche, l’avventura alterna scenari di grande tensione a quelli di grandi passioni un po’ per tutti i personaggi principali della storia.


Il primo capitolo di questa storia introduce davvero tanti spunti narrativi che fanno superare in fretta anche le reticenze legate ad un disegno pulite e preciso ma anche fuori dalle corde di chi sta scrivendo. Come sapete amo i disegni che sanno rappresentare al meglio il senso di movimento, in questo caso siamo davanti ad un disegnatore indubbiamente legato ad una tradizione diversa, a tratti moderna, destinata ad un pubblico giovane, a tratti ispirata ai disegni tipici della tradizione anglosassone (mi viene in mente Archie per citarne uno solo).


La storia rimane avvincente nella sua classicità, capace di coinvolgere e allo stesso tempo richiamare le piacevoli sensazioni legate a storie conosciute e amate.La curiosità per leggere il prosieguo della storia c’è: disegno e colore sono ben fatti e soprattutto sono adatti alla storia. 


Un bel salto nel passato anche per il lettore insomma, in quel passato sano che riporta la narrazione fuori da tecnicismi pseudoscientifici per ricordarci l’importanza di una narrativa in intrattenimento.

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